1805 – 2009

Società Olivetti

Title:
Società Olivetti
Data di inserimento della scheda:
01 aprile 2016
Custodian:
Associazione Archivio Storico Olivetti
Preservation system:
Associazione Archivio Storico Olivetti
Archival history:
La complessità delle attività condotte da una Società industriale multinazionale nel corso di più di un secolo è riscontrabile nella articolata rete documentale che costituisce il patrimonio archivistico Olivetti. L’archivio storico della Società Olivetti, che rappresenta la parte quantitativamente più importante del patrimonio documentale conservato dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, è composto da milioni di documenti che provengono da fonti diverse (enti aziendali, singole persone) e con svariate tipologie documentali (manoscritti, verbali, corrispondenza, pubblicazioni, progetti, disegni, manifesti, fotografie, audio, video, riviste, libri). Tenuto conto che l’attività di raccolta e conservazione è iniziata solo nel 1986, ossia dopo circa 80 anni dalla fondazione della Società, una parte della documentazione storica è andata irrimediabilmente perduta, ma il patrimonio documentale ha comunque una notevolissima consistenza quantitativa e qualitativa e rappresenta un insostituibile strumento di indagine della complessa vicenda storica olivettiana e delle profonde trasformazioni dell’ambiente industriale e sociale che l’hanno accompagnata. Dal primo disegno della fabbrica del 1895 (per non parlare di alcune lettere sulla scrittura a stampa del 1808) fino a documenti e fogli catalogo degli anni più recenti, passando per tanti famosi prodotti come la Lettera 22, la Divisumma 24, l’Elea 9003, la Programma 101, il Personal Computer M24, ecc., il percorso documentale testimonia la vicenda storica di un’industria che ha lasciato un segno profondo nell’economia, nella tecnologia e nella cultura del nostro Paese per oltre un secolo.
Institutional history:
Il 29 ottobre 1908 Camillo Olivetti costituisce a Ivrea la società in accomandita semplice “Ing. C. Olivetti & C.”. E’ l’inizio di una avventura imprenditoriale che avrà un ruolo importante nella storia industriale e sociale dell’Italia. L’Olivetti nasce come “prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere”, ma ben presto la sua attività si estende ad altri prodotti per l’ufficio: negli anni ’30 la produzione di macchine per scrivere è affiancata da quella di telescriventi, di calcolatrici, di mobili per ufficio. Negli anni tra le due guerre l’Olivetti estende progressivamente la sua attività sui mercati esteri, soprattutto in Europa e in America Latina, aprendo propri stabilimenti e consociate dirette. Lo sviluppo internazionale dell’impresa si manifesta in pieno nel secondo dopoguerra quando la società, sotto la guida di Adriano Olivetti, succeduto al padre Camillo, conquista posizioni di leadership mondiale nel settore delle macchine per scrivere e delle macchine da calcolo. Leadership che nel 1959 si rafforza con l’acquisizione della Underwood, storico marchio USA di macchine per scrivere. Con Adriano Olivetti si consolida quel peculiare stile aziendale che combina l’eccellenza della tecnologia con la bellezza del design; l’efficienza della fabbrica e della rete commerciale con l’offerta di un articolato sistema di servizi sociali per i dipendenti; la cura delle architetture industriali con l’impegno a favore del territorio e della cultura in tutte le sue manifestazioni. L’indiscutibile successo nei prodotti per ufficio meccanici non distrae l’Olivetti dal guardare verso il futuro: intuita l’importanza dell’emergente tecnologia elettronica, l’azienda per prima in Italia investe nella ricerca e nello sviluppo di un grande elaboratore elettronico. Il progetto conduce nel 1959 alla realizzazione del primo elaboratore italiano: è l’Elea 9003, sviluppato con soluzioni tecnologiche che in quel momento sono di assoluta avanguardia. Dopo l’improvvisa morte di Adriano Olivetti (1960) e l’ingresso di nuovi azionisti nel capitale sociale, l’Olivetti deve cedere la sua divisione elettronica. Sotto la guida di Bruno Visentini ciò non impedisce l’avvio di un grande processo di trasformazione tecnologica, che nel corso degli anni ’70 – dopo il successo della Programma 101 (1965), primo computer da tavolo al mondo giustamente considerato un precursore del personal computer – conduce al graduale passaggio dell’offerta dai prodotti meccanici a quelli elettronici, con lo sviluppo dei primi minielaboratori e sistemi informatici. Con l’arrivo di Carlo De Benedetti, azionista e guida della Olivetti dal 1978 fino alla metà degli anni ‘90, la società accelera la transizione verso le nuove tecnologie informatiche: dopo la prima macchina per scrivere elettronica (1978), escono i primi personal computer prodotti in Italia (1982) e l’offerta si arricchisce di una vasta gamma di sistemi, soluzioni e servizi informatici per vari settori applicativi. Attraverso una fitta rete di alleanze con imprese straniere e con grandi gruppi internazionali (tra cui l’AT&T, gestore delle telecomunicazioni USA) l’Olivetti rafforza la sua dimensione internazionale e diviene il primo produttore europeo di informatica e tra i primi dieci gruppi mondiali del settore. Negli anni ’90 l’azienda si scontra con i profondi cambiamenti strutturali delle tecnologie e dei mercati dell’informatica; le difficoltà in questo settore sono in parte compensate da importanti nuove iniziative della Olivetti nel settore dei servizi di telecomunicazione. Per cogliere le opportunità offerte da un lato dal processo di liberalizzazione europea, dall’altro dalla convergenza tecnologica e applicativa tra telecomunicazioni e informatica, l’Olivetti con altri partner dà vita a Omnitel (oggi Vodafone Italia) nella telefonia cellulare e a Infostrada nei servizi su rete fissa, entrando in diretta concorrenza con Telecom Italia. In quegli anni la crisi dell’industria informatica mondiale ha però pesanti effetti anche sull’Olivetti che, dopo l’uscita di De Benedetti (1996), deve cedere le attività nel settore dei computer e dei sistemi informatici. Nel 1999 la Società lancia un’Offerta Pubblica di Acquisto su Telecom Italia; l’operazione ha successo e, in ossequio alle norme antitrust, le partecipazioni in Omnitel e Infostrada devono essere cedute. Nel 2003, divenuta sostanzialmente una holding nei servizi di telecomunicazione, l’Olivetti si fonde con Telecom Italia. La società che ne risulta – denominata Telecom Italia – ha nel suo ambito anche un ramo industriale della vecchia Olivetti, ramo che nel 2005 assume la denominazione dello storico marchio, proseguendo per alcuni anni l’impegno industriale e commerciale nel campo delle nuove macchine per ufficio. Nel solco della vocazione alla ricerca e sviluppo che l’ha distinta storicamente, Olivetti oggi è impegnata in un progetto di riposizionamento ed evoluzione volto alla creazione di un polo ICT di riferimento e presidio dell’innovazione per il Gruppo Telecom Italia nei servizi, nelle applicazioni informatiche e nelle soluzioni digitali.
Content:
Fondo Società Olivetti
Costituito da documenti e altri materiali relativi alle attività svolte nell’arco di oltre un secolo dalle società del Gruppo Olivetti, rappresenta la componente principale del patrimonio documentale conservato dall’Associazione.
La documentazione è costituita da oltre 70 serie archivistiche che rappresentano gli Enti societari o le Persone che in essi hanno lavorato, responsabili della produzione di quella data raccolta documentale (manoscritti, appunti, lettere, relazioni, progetti, stampati, ecc.).
A questi occorre aggiungere le importanti collezioni documentarie quali l’Audioteca, la Biblioteca, la Cineteca, l’Eidoteca, l’Emeroteca e la Fototeca
Soggetto produttore: Olivetti S.p.A. (1908– ). Estremi cronologici del fondo: 1896–2009. Proprietà del Fondo: Telecom Italia S.p.A./Olivetti S.p.A. Consistenza: 5.600 m.l. 
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